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Edifici Liberty a Torino: dove ammirare la bellezza in città

Torino venne dichiarata la capitale italiana del liberty.

By Secret Torino

liberty torino

Liberty a Torino

Duranti gli ultimi anni dell’Ottocento e all’inizio del Novecento a Torino si diffuse lo stile Liberty. E ancora oggi nella nostra città si possono ammirare edifici eleganti e particolari che ci portano indietro nel tempo. Parliamo di uno stile scelto dall’alta borghesia per le sue proprietà che si differenzia da quello neoclassico e barocco.

Ovviamente gli edifici in città sono tantissimi, ma cerchiamo di elencare quelli più belli. Ci sei già stato?

Palazzo Bellia – Torino Centro

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Geobia, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Nelle vicinanze di piazza Castello incontriamo lo storico palazzo Bellia. Terminato nel 1898 – dopo 6 anni di lavori da parte dell’impresa edile Bellia – rappresenta uno dei primi palazzi in stile Liberty. Fu anche fu il primo edificio civile torinese ad applicare il Systéme Hennebique (calcestruzzo armato).

Dove: via Pietro Micca 4-6.

Palazzo Priotti – Torino Centro

Completato nel 1901, palazzo Priotti venne progettato dall’ingegnere Carlo Ceppi (lo stesso che realizzò la stazione Porta Nuova). I lavori vennero commissionati dalla famiglia Priotti, e dove un tempo sorgeva il celebre Caffè Burello nacque un edificio elegante in stile liberty. Oggi Palazzo Priotti ospita uffici e residenze private.

Dove: Corso Vittorio Emanuele II, 52, 10123 Torino.

Casa della Vittoria – Zona corso Francia

La Casa della Vittoria – nota anche come casa dei Draghi – è un edificio storico di Torino tra il neogotico e lo stile liberty. Viene chiamata anche Casa dei Draghi per i due grandi draghi che fiancheggiano il portale d’ingresso in legno.  L’edificio venne costruito nel primo dopoguerra come segno di ripresa del settore edilizio.

Un’altra curiosità? La Casa è nota anche come Casa del Carrera perché venne commissionata nel 1918 proprio dal Cavaliere del Lavoro Giovanbattista Carrera all’ingegner Gottardo Gussoni.

Dove: Corso Francia, 23, Torino.

Casa Fenoglio-Lafleur – Zona corso Francia

Casa Fenoglio-Lafleur venne progettata nel 1902 dall’ingegner Pietro Fenoglio: sarebbe diventata la sua dimora. Successivamente, però, la famiglia Fenoglio decise di vendere la casa all’imprenditore francese Lafleur. Oggi lo storico edificio, dopo un attento restauro da parte di privati, è sede di studi professionali e residenze private.

Secondo la storica dell’arte Rossana Bossaglia, la casa Fenoglio-Lafleur resta forse il più bell’esempio di architettura liberty in Italia, il più puro nel senso art nouveau.

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Dove: via Principi d’Acaja, 11, Torino.

Villa Scott –  Cavoretto

Villa Scott è un edificio storico di Torino (1902) che si trova nel quartiere Cavoretto, al confine con Borgo Crimea. Venne costruita su commissione di Alfonso Scott, al tempo amministratore delegato della nascente industria automobilistica Rapid (oggi scomparsa). Dopo la morte di Scott, la Villa divenne un collegio femminile gestito dalle suore (Villa Fatima). Negli anni duemila, la villa è stata poi acquistata da privati e restaurata. Oggi è una residenza privata.

Un’altra curiosità? Nel 1974 la villa diventò il set per alcune scene del celebre film di Dario Argento Profondo rosso. È infatti “la villa del bambino urlante”.

Dove: Corso G. Lanza, 57, Torino.

Casa dell’Obelisco – Borgo Crimea

casa obelisco
Enryonthecloud at Italian Wikipedia, CC BY 4.0, via Wikimedia Commons

Nel quartiere Borgo Crimea troviamo la Casa dell’Obelisco. Un edificio del 1959 costruito in stile neoliberty. Progettata da Sergio Jaretti Sodano ed Elio Luzi nel 1954, l’edificio nel 2017 ha subito un restauro conservativo di tutte le facciate.

Un’altra curiosità? Nel 1971 l’edificio fu scelto da Dario Argento per le riprese del suo film Il gatto a nove code.

Villaggio Leuman – Collegno

Il complesso, realizzato tra il 1875 e il 1907, venne voluto da Napoleone Leumann, un imprenditore che trasferì la sede della sua azienda a Torino. Il Cotonificio però non comprendeva solo il nucleo residenziale ma era stato pensato per formare un contesto socialmente evoluto. I lavoratori potevano stare con la loro famiglia, passare del tempo libero nell’area residenziale e fare affidamento anche sulle istituzioni sociali e i servizi assistenziali all’interno del villaggio. Un tempo tantissime persone vivevano nei comprensori residenziali, circa un migliaio.

Il quartiere operaio è in stile Liberty ed è stato creato dall’ingegner Pietro Fenoglio. Oggi al suo interno sono ancora presenti 59 villini e case divisi in 120 alloggi.

Dove: Corso Francia, Collegno (TO).

Foto: Shutterstock